La storia di Palazzo della Rienza è legata a doppio filo con quella del Borgo San Martino. L’immobile, o per meglio dire parte di esso, risulta difatti già presente nel censimento avviato nel 1718 e che terminerà nel 1722: il catasto teresiano. La conformazione che aveva allora era di un complesso a “L”. A suggerire una datazione molto antecedente al 700 come origine del complesso è la sua stessa posizione, strategica da un punto di vista difensivo della città. Lo sviluppo del palazzo prosegue nel tempo: nel Cessato Catasto del 1855-1905 si evidenzia nella prima mappa, come il complesso abbia cominciato ad ampliarsi, nello specifico con la costruzione di un nuovo corpo di fabbrica lungo Via Rienza. Sarà poi con gli Aggiornamenti del 1898 che si arriva alla conformazione attuale. Composizione confermata anche dalla richiesta di ampliamento, postuma, presentata nel 1924.
L’immobile presenta una articolazione piuttosto irregolare con una distribuzione che lo rende un unicum nel
contesto della convalle. Particolarmente interessante è la risoluzione del raccordo fra il muro lungo la Via Rienza e il suo ortogonale che costituiscono un angolo acuto.
L’apparato decorativo di facciata presenta un linguaggio uniforme afferente all’art nouveau con una estesa presenza di motivi floreali e vegetali. Particolarmente interessante è l’utilizzo del melograno ripetuto sia nelle cornici decorative delle finestre che nei capitelli delle bifore che nelle mensole reggi davanzale. Per quanto riguarda gli interni si riscontrano decori a stencil sempre afferenti all’art nouveau.