Giardino Via Cadorna

Un detto popolare diceva: la casa rosa è la più bella della Via Cadorna. Sorta alla fine dell’800 ha mantenuto nel tempo tutte le caratteristiche di quell’epoca.
E’ stata per anni la casa della Famiglia Valli, famiglia di ingegneri, architetti e medici. Molteplici sono le loro opere presenti in città: Il Convento delle Canossiane, la prima casa di Via Mentana, opere di Giulio Valli , la Biblioteca e l’Unione Industriali opere di Mario Valli e la sede della Provincia in Via Borgovico opera di Dario Valli. Negli ultimi decenni la casa è stata abitata da artisti che spiccano per la loro creatività e da musicisti.

Da Via Cadorna18, guardando verso l’interno, un magnifico cancello in ferro battuto incornicia il giardino.
Entrando vi accoglie un tasso centenario che certamente ha visto passaggi epocali partendo da poco dopo l’Unità d’Italia. Il tasso è albero ammantato di fascino e mistero, anticamente sacro per molti popoli e circondato da molte leggende quale nessun altro albero europeo, fatta eccezione per la quercia. E’ diventato l’albero della vita, della saggezza (per la sua incredibile longevità) ma anche l’albero della morte e della rinascita.
Altre piante centenarie sono il platano, sulla sinistra entrando, un altro tasso, e diverse tuje appoggiate all’antico muro di cinta.

Magnifica e antica è la camelia che da sempre compete con il tasso per avere tutta la luce di cui ha
bisogno per la splendida fioritura che ci regala ogni anno.
Sulla destra entrando, dopo l’atelier della nota pittrice Giuliana Valli, si erge un grande cedro argentato. Di fronte, una piccola casa con i decori originali era la casa del custode.
Procedendo, sulla sinistra un’aiola fiorita incorniciata dalle ortensie poi un’altra più piccola con una camelia piantata recentemente e tanti fiori che in ogni stagione ci regalano i loro colori.
In fondo al giardino, che anticamente arrivava fino a Via Italia Libera, due giovani tigli.
“Queste piante, questi fiori nostri fratelli immobili, eterni, sereni, consolano e danno gioia alle nostre piccole vite” come dice il poeta…