I GIARDINI

PALAZZO LAMBERTENGHI

Via Lambertenghi n.41

Edificato all’inizio del XVII secolo riunisce unità edilizie preesistenti.
Il Palazzo fu di proprietà dei Lambertenghi fino al Settecento, poi dei Guaita, dei Lucini Passalacqua e infine della famiglia Galli di Rondineto. I maggiori interventi di ristrutturazione sono stati eseguiti nel corso del Novecento e hanno purtroppo comportato la perdita quasi integrale delle decorazioni seicentesche, delle quali resta però l’affresco di Giovanni Battista Recchi eseguito a pianterreno nella sala affrescata accessibile dal giardino.

PALAZZO ALBRICCI PEREGRINI

Via Giuseppe Rovelli n.28

Ristrutturato alle fine del XV secolo, presenta varie forme architettoniche tra cui in parte anche tardomedioevali.
Lo stabile ereditato dai Peregrini, successivamente passò ai Bagliacca.
Della più antica struttura del palazzo sopravvive un affresco raffigurante la Madonna con san Pietro e san Matteo con nobildonne e gentiluomini, datata 1503, dipinto sopra l’arco dell’androne dell’ingresso; altre pitture decorative di epoca posteriori sono conservate sulle volte delle sale del pianterreno.

VILLA MANTERO & TORRE GATTONI

Via Alessandro Volta n.72

All’estremità sud-occidentale della città murata, sorge la sede delle Seterie Mantero: realizzata tra Medioevo e Rinascimento secondo un modello revivalistico, basato sullo stile “lombardo”, si caratterizza per la profusione di elementi decorativi distribuiti, però, a misura sulle pareti dell’edificio.
Attraverso un collegamento diretto interno nel maestoso giardino, è possibile accedere alla Torre di Porta Nuova, detta anche Torre Gattoni, nella quale il canonico vi possedeva il laboratorio di fisica dove il suo amico Alessandro Volta si dedicò allo studio della pila.
Dalla Torre Gattoni, di pianta pentagonale, parte il lato sud delle mura, l’unico ancora completo.

COLLEGIO GALLIO

Via Tolomeo Gallio n.1

Fondato nel 1583 dal cardinale Tolomeo Gallio e retto dai chierici regolari della Congregazione di Somasca, il Pontificio Collegio Gallio è con buona probabilità l’istituto di istruzione più antico di tutta Europa. All’interno visitabili i due grandiosi porticati del chiostro (1704 – 1706), nonché il maestoso scalone, decorato da cinque raffigurazioni di donne sulle pareti, una grande statua lignea raffigurante Ercole e d’una artistica medaglia rappresentante la sua apoteosi, affrescata da Carlo Carloni (1687 – Val d’Intevlvi). A proseguire la grandiosa aula magna, ricca di un soffitto a ligneo a cassettoni e di affreschi che ne decorano le pareti, opera probabilmente sempre di Carloni, raffiguranti otto figure sacerdotali.

PALAZZO ARTURO STUCCHI

Via Alessandro Volta n.64

Il grande edificio, frutto della totale ricostruzione operata nel 1864, venne rinnovato nel secondo decennio del Novecento per il nuovo proprietario, l’industriale tessile Arturo Stucchi su progetto di Frigerio. All’opera di Frigerio sono da riferire anche le decorazioni del grande cortile: la cancellata di legno e ferro battuto che chiude l’androne, le pensiline in ferro e vetro sopra gli ingressi delle scale secondarie, la parete di fondo con balaustra, fontana e nicchie, dove vennero collocate le statue in cemento delle Quattro Stagioni, di Pietro Clerici. L’edificio, che ha conosciuto nei decenni del Novecento numerosi interventi, è stato totalmente ristrutturato nel 2008-2010 su progetto dell’Arch. Giovanni Sammartano.

GIARDINO PENSILE

Via Lambertenghi n.34

ll giardino pensile è una tipologia particolare di giardino consistente in spazi verdi coltivati non ha diretto contatto con il suolo naturale, ma su terrazzi e/o edifici. È sicuramente uno dei metodi più utilizzati per portare aree verdi in quei luoghi non predisposti naturalmente, come nei centri città. Tra le peculiarità che caratterizzano la città di Como troviamo, infatti, questa tipologia di giardino sulle mura romane che circondano il centro storico.

CONSERVATORIO di musica G.VERDI

Via Cadorna n.4

ll Conservatorio di musica “Giuseppe Verdi” di Como è il più giovane dei Conservatori in Lombardia, essendo nato nel 1982. Ha sede nella zona centrale della città in uno storico edificio di impianto quattrocentesco, con ampliamenti che risalgono al Settecento e all’Ottocento. Tra il 1971 ed il 1973 il Comune di Como ha restaurato e recuperato l’intera struttura edilizia che il tempo aveva lentamente portato ad un rovinoso stato di degrado provocando il crollo di diverse parti dell’edificio. Oggi il Conservatorio è una realtà ormai consolidata sul territorio della città e di tutta la provincia, riconosciuto a livello internazionale. 

GIARDINO PENSILE

Via Volta n.66

La forma e la dimensione della “Città Murata” di Como sono definite dal perimetro delle mura medioevali, di pochi metri esterne alle precedenti, inglobate, di impianto e sviluppo della Città Romana (dal 196 a.C. al I°-III° secolo d.C.). Le opere difensive della città potenziate successivamente (dal XII al XVI secolo) hanno comportato un sopralzo delle quote dei terreni all’interno e a ridosso delle mura, con la formazione dei terrapieni dei bastioni e un abbassamento delle quote dei terreni all’esterno e a ridosso delle mura, con la formazione di ampi fossati. Venute meno le esigenze militari difensive, le aree e gli immobili dei bastioni e dei fossati vennero privatizzate e frazionate, consentendo di realizzare strade, edifici, cortili e giardini.
Tra questi il giardino pensile di via Volta 66 caratterizzato sino agli anni ’60 da piani degradanti dalle mura verso la fronte del corpo di fabbrica ad occidente, improntati stilisticamente al genere “grottesco”.
La ristrutturazione ed i restauri effettuati negli anni ’70, per conto della subentrata proprietà dell’avv. avvocato Antonio Spallino, hanno comportato una generale riqualificazione del complesso, tale da evidenziarne l’interesse artistico ambientale. In particolare, per quanto riguarda il giardino, la maggior altezza mantenuta rispetto alle abbassate mura ha consentito di realizzare un ambiente aperto, raccordato su di un declivio continuo dal fronte mura al piano dei vani del piano nobile e incentrato sulla valorizzazione della preesistenza di un monumentale acero giapponese, classificato da Emilio Trabella tra i più pregevoli esemplari italiani.